Il mito del futuro / The Myth of the Future (ita – eng) – Don Ennio Innocenti

2 Il Novecento iniziò con il mito progressista del futuro che si è infranto nelle due guerre mondiali, dopo le quali il mito progressista del futuro fu agitato dal post-marxista Ernest Bloch (+ 1977), che blaterava di speranza tutta temporale, trovando ascolto tra i cattolici che erano andati a scuola di Heidegger. Costui (che aveva chiuso l’essere nel tempo) era celebrato dal gesuita Karl Rahner come il suo unico maestro e perciò il suo discepolo J. B. Metz, anch’egli succube del trascendentalismo kantiano (come Heidegger e Rahner), si laureò con una tesi su Heidegger e poi sul tomismo trascendentale filo-kantiano, nel 1961, dopodiché si fece apostolo dell’antropocentrismo e del “futuro della speranza”.
Il mito del futuro diventava il mito della speranza scristianizzata, tutta rivolta a questo mondo e alla politica progressista che professava la fede nella storia, una storia che ignorava la redenzione di Cristo e si limitava all’impegno politico terrenista.
Oggi si parla tanto del rapporto tra giovani e futuro e si predica ai giovani di difendere il futuro, ma un futuro senza Cristo è un futuro ateo che può promettere solo schiavitù con il cosiddetto “libero mercato” e la cosiddetta “libera democrazia”, dove regna il più forte (forte e secondo i criteri terrenistici).
Si predica: «Giovani non vi fate derubare del futuro», ma perché non li si avvisa che il futuro senza Cristo è maschera di schiavitù?
L’ipocrisia degli heideggeriani siede in cattedra.

 

The Twentieth Century began with the progressive myth of the future, which broke in the two world wars, after which the progressive myth of the future has been shaken by the post-marxist Ernst Bloch (+ 1977), who babbled about all temporal hope, finding interest among Catholics of Heidegger’s school. This person (who closed the being in time) was celebrated by the Jesuit Karl Rahner as his only teacher and so his disciple J. B. Metz, also dominated by Kant transcendentalism (like Heidegger and Rahner), graduated with a dissertation upon Heidegger and then on Kant transcendental thomism in 1961, after that he became disciple of anthropocentrism and of “hope’s future”.
The myth of the future began the myth of hope without Christ, all turned towards this world and the progressive politics which professed its faith in history, a history which ignored Christ’s redemption and confined itself in the earthly political commitment.
Today we talk so much about the relationship between young people and future and we preach to young people to defend the future, but a future without Christ is an atheist future, which can promise only slavery to the so called “free market” and to the so called “free democracy”, where the most powerful reigns (powerful following earthly criteria).
We preach: “Young people, do not allow to rob your future”, but why do we not warn them that the future without Christ is mask of slavery?
The hypocrisy of Heidegger disciples gets on its high horse.
(Translation by Marina Madeddu)

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