L’arpa della famiglia Barberini (Prima parte) / Barberini Family’s Harp (Part One) – (ita – eng) – Dr. Eleonora Simi Bonini

Nel bellissimo e ingiustamente poco considerato Museo degli strumenti musicali di Roma sono conservati interessanti strumenti in gran parte provenienti dalla famosa collezione del cantante Evan Gorga. Fra questi strumenti fa spicco un’Arpa barocca che apparteneva alla famiglia Barberini, questo strumento fu acquistato nel 1970 al prezzo di ca. quindici milioni dall’ultima proprietaria dello strumento, la principessa Henriette Barberini, dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione grazie all’interessamento della dott.ssa Cervelli, allora direttrice del Museo. (Vedi foto n. 1) L’Arpa è stata studiata scrupolosamente da organologi e musicologi che hanno fatto risalire la data della sua costruzione ai primi del Seicento. E’ uno strumento di grandi dimensioni composto da una colonna dorata di legno con in alto lo stemma dei Barberini che si svolge su tre piani con statuine scolpite in tutto tondo e con incise le insegne dei Barberini: l’alloro, il sole e le api,che risentono degli influssi architettonici e scultorei dell’epoca. (Vedi foto n. 2). Secondo una tradizione orale tramandata nella famiglia Barberini il disegno di questa arpa è di Lorenzo Bernini allora attivo presso la famiglia come architetto, scenografo e scultore. Presso il Gabinetto degli Uffizi a Firenze è conservato un disegno anonimo di un’arpa con lo stemma dei Barberini, confrontando il disegno con la nostra Arpa si può concludere che l’autore sia lo stesso. (Vedi foto n. 3)
Questo tipo di arpa doppia con tre file di corde abbastanza complessa da suonare è detta barocca per distinguerla da quella settecentesca con i pedali, era uno strumento molto diffuso nel Rinascimento e nel Seicento, l’Italia era un centro importante sia per i costruttori che per i suonatori, la sua invenzione viene attribuita al napoletano Luca Antonio Eustachio (cameriere segreto di papa Paolo V) e a Orazio Michi (detto dell’Arpa) suonatore famoso di questo tipo di strumento. Veniva usata per accompagnare musica sacra e profana e i suonatori erano richiesti e contesi nelle corti italiane. Durante il papato di Urbano VIII i Barberini furono arbitri della vita mondana romana e per varie occasioni nei loro palazzi ai Giubbonari e al nuovo di via Quattro Fontane, promossero famose rappresentazioni di commedie con musica, balli e tornei.

Cfr. : Eleonora Simi Bonini, Uno strumento e la sua storia: l’Arpa Barberini, «Nuova Rivista Musicale Italiana», Rai ERI, aprile-giugno 2012

Picture n. 1

Picture n. 1

Picture n. 2

Picture n. 2

Picture n. 3

Picture n. 3

In the beautiful and unjustly not considered Museum of Musical Instruments of Rome are preserved interesting musical instruments most of all coming from the famous collection of the singer Evan Gorga. Among them a baroque Harp stands out, which belonged to Barberini family. This instrument has been bought in 1970 at the price of Lire 15.000.000 from the last owner, the princess Henriette Barberini, by the Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione (Italian Ministry of Public Education) thanking the interest of Dr. Cervelli, at that time Director of the Museum (see picture 1). The Harp has been deeply studied by organologists and musicologists, who said it was built at the beginning of Seventeenth Century. It is a big instrument composed by a golden wooden column with at the top the Barberini’s emblem developed on three levels with all around carved little statues and the Barberini signs: the laurel, the sun and the bees, which are influenced by the architecture and sculpture of that time (see picture 2). Following an oral tradition of Barberini family the drawing of this Harp is by Lorenzo Bernini, who worked at that time for Barberini as architect, set designer and sculptor. An anonymous drawing of a Harp with the Barberini’s emblem is preserved in the Gabinetto degli Uffizi in Florence; comparing this drawing with our Harp we can conclude that it is the same author (see picture 3). This kind of double harp with three lines of strings, very difficult to play, is defined baroque to distinguish it by the eighteenth-century one with pedals; it was a very common instrument during Renaissance and Seventeenth Century. Italy was an important center for builders and musicians. Its invention is attributed to the Neapolitan Luca Antonio Eustachio (papal chamberlain of Pope Paul V) and to Orazio Michi (called dell’Arpa – of the Harp), famous player of this instrument. It was used to accompany sacred and secular music and the players were requested and contented by Italian courts. During Urban VIII’s papacy, Barberini were arbiters of Roman society life and in many occasions in their buildings in Via die Giubbonari and in the new one in Via Quattro Fontane they promoted famous performances with music, dancings and tournaments.

Cf.: Eleonora Simi Bonini, Uno strumento e la sua storia: l’Arpa Barberini, «Nuova Rivista Musicale Italiana», Rai ERI, aprile-giugno 2012

(Translation by Marina Madeddu)

 

 

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