La voce degli angeli (Prima parte) / Angels’ Voices (Part One) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

Fr. Giovanni Maria Catena

Fr. Giovanni Maria Catena, OSM

La tradizione di questo grande complesso armonioso non si è mai spenta in Roma. A formarla avevano contribuito lungo secoli i più grandi spiriti e i più rinomati artisti della musica sacra. L’istituzione stessa era stata quasi una palestra ideale in cui i maestri cantori lottavano affinché, al cospetto delle più alte celebrazioni liturgiche, la materia musicale si affinasse in una forma sublime. Ai capolavori così ottenuti e gelosamente conservati si aggiungevano altri capolavori, e il cartello che comminava la scomunica a chi avesse sottratto fogli musicali, cartello che fino a pochi anni fa veniva esposto alla porta della cantoria, testimonia quanto quel repertorio fosse considerato un tesoro.
Tutto ciò, mentre forma una splendida ricchezza d’arte costituisce anche un notevole peso di responsabilità sulle spalle di coloro che questa tradizione devono conservare e continuare, attenti che non se ne perda l’intimo senso.
Certamente molti di coloro che ascoltano con ammirazione durante le sacre funzioni quelle celestiali armonie che sembrano, oggi soprattutto, provenire da un mondo arcano e remoto, si domanderanno talvolta quale lavoro e quali sacrifici richiedano, quale sia lo studio e la vita di questi esecutori, uomini e ragazzi, che con tanta apparente facilità si esprimono in una lingua angelica.
E’ appunto lo scopo di queste noterelle: dare qualche ragguaglio sulla vita interna, così come si svolge oggi, della più venerabile istituzione corale del mondo.

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

The tradition of this harmonious group is never dead in Rome. The greater spirits and the most famous sacred music artists had contributed to create it during the centuries. The Institution itself had been almost an ideal gym, where the mastersingers fought to make sublime the music for the most important liturgical celebrations. To the obtained and scrupulously preserved masterpieces other masterpieces were added, and the sign that made provision for excommunication to whom had stolen music scores, which until few years ago was on the door of the choir, shows how that repertoire was considered a treasure.
All this is a wonderful richness, but also a great responsibility on the shoulders of whom must preserve and continue this tradition, attentive for not to lose its deeper meaning.
For sure many of them who listen with admiration during the holy rites to those celestial harmonies, which seem, most of all today, to come from a distant and secret world, maybe will be curious to know what kind of work and sacrifices they request, what kind of study and life of these performers, men and children, who with apparently ease express in an angelic language.
That is the goal of these short notes: to provide information about the inner life, as it is today, of the most venerable choral institution of the world.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967) – Translation by Marina Madeddu

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