Five Reasons Why Latin should not be abandoned / Cinque ragioni per cui il latino non dovrebbe essere abbandonato – (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

There were many talks about the usefulness of Latin language in the Catholic liturgy in recent years. I don’t think being a fanatic of Latin has any use, but disregard this glorious language can be certainly dangerous. I have five reasons to affirm this. Here they are:

  1. Latin is universal, not particular. Latin unites and not divides. When I meet a Chinese or Indian that is my brother in the same faith, we can pray together singing in a language that is above our own particular languages. That language is Latin. Yes, Jesus indeed did not speak Latin, but did not speak Italian, English or Spanish too.
  2. Latin is synthetic, not verbose. Latin carves concepts with a clarity that often is lost in translations.
  3. Latin is elegant, not sloppy. The musicality, austerity and beauty of the language are in itself a sign of “noble simplicity”.
  4. Latin is a safe, not a key. We have humiliated the understanding in the liturgy just at the verbal level, so some people disregard Latin because does not allow comprehension. But comprehension means to include, not to exclude. And modern thinkers are just happy with the pretension of having people understand the sense of the words. But indeed, in this way, a huge part of elements that go in the comprehension process are lost (gestures, sounds, perfumes, traditions, archetypes and so on). Many of these things are attached to words in Latin because of a long tradition. We cannot reduce comprehension to the understanding of words. Liturgy is a total experience. Latin is the safe of many other things (that just a simple meaning) coming out from a long historical process; up to us finding the key.
  5. Latin is a mother, not a foreigner. Latin (and Greek) are at the root of western civilization. Catholic Church was one of the main forces in the development of western civilization (in which was “daughter of his son” as Dante would say) and the spreading of the gospel happened thanks to missionaries that were part of western world. There are some values in western civilization that are eternal, and grow up in this common historical path with the Catholic faith. You cannot separate them from the western origin just to make the faith look exotic, because in that case Catholic faith will be no more Catholic. If we use something good coming from another culture we are not calling this “colonialism”. We are able to include what is good in other civilizations. If other civilizations are accusing us of “colonialism” because of Latin or other western treasures, it means we need to be even more proud about the open mind we have thanks to our Fathers and never give up on our own roots and values. We are not helping people in needs becoming like them.

Ci sono state molte discussioni sulla utilita’ dell’uso della lingua Latina nella liturgica cattolica in anni recenti. Io non credo che essere un fanatico del Latino é utile, ma non fare i conti con questa lingua può essere certamente pericoloso. Io ho cinque ragioni per affermare questo. Eccole:

  1. Il Latino é universale, non particolare. Il Latino unisce e non divide. Quando incontro un fratello nella fede Cinese o Indiano, possiamo pregare insieme cantando in una lingua che é al di sopra delle nostre lingue particolari. Quella lingua é il Latino. E’ vero, Gesù non parlava Latino, ma non parlava neanche Italiano, Inglese o Spagnolo.
  2. Il Latino é sintetico, non verboso. Il Latino scolpisce i concetti con una chiarezza che é spesso perduta nelle traduzioni.
  3. Il Latino é elegante, non sciatto. La musicalità, austerità e bellezza del linguaggio sono in se stesse un segno di “nobile semplicità”.
  4. Il Latino é una cassaforte, non una chiave. Noi abbiamo umiliato la comprensione nella liturgia solo al livello verbale, così alcune persone non danno importanza al Latino perché non permette la comprensione. Ma comprensione significa includere, non escludere. E i moderni pensatori si accontentano con la pretesa di avere la gente che capisce il senso delle parole. Ma infatti, in questo modo, una enorme parte di elementi che vanno nel processo di comprensione sono perduti (gesti, suoni, profumi, tradizioni, archetipi e cosi’ via). Molte di queste cose sono attaccate a parole Latine, grazie ad una lunga tradizione. Non possiamo ridurre la comprensione al capire delle parole. La liturgia é un’esperienza totale. Il Latino é la cassaforte di molte altre cose (che un banale significato) che vengono da un lungo processo storico; sta a noi trovare la chiave.
  5. Il Latino é madre, non straniero. Il Latino (e il Greco) sono alla base della civiltà occidentale. La Chiesa Cattolica é stata una delle forze principali nello sviluppo della civilta’ occidentale (in cui é stata però “figlia del suo figlio” come direbbe Dante) e la diffusione del vangelo é accaduta grazie a missionari che erano parte del mondo occidentale. Ci sono alcuni valori nella civiltà occidentale che sono eterni, e che sono cresciuti in questo cammino comune con la fede cattolica. Non si possono separare dalla loro origine nell’occidente solo per fare in modo che la fede possa sembrare più esotica, perchè in quel caso la fede cattolica non sarebbe più cattolica. Se noi usiamo dell cose buone che vengono da un’altra cultura noi non chiamiamo questo “colonialismo”. Noi siamo capaci di includere quello che é buono in altre civilizzazioni. Se altre civilizzazioni ci accusano di “colonialismo” a causa del Latino o di altri tesori occidentali significa noi dobbiamo essere ancora più orgogliosi della nostra aperture mentale dataci dai nostri Padri e non dobbiamo mai dare via le nostre radici e i nostri valori. Non possiamo aiutare altri nel bisogno divenendo come loro.

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