La voce degli angeli (Seconda parte) / Angels’ Voices (Part two) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

Fr. Giovanni Maria Catena, OSM

Per secoli la sua vita si era svolta, come in un sacrario, sotto le volte tremende affrescate dal Buonarroti, nella quotidiana officiata della cappella papale. Con l’evolversi dei tempi e col precipitare degli eventi l’impegno quotidiano del canto s’era rallentato prima, poi perduto. Rimanevano le grandi cerimonie pontificie durante le quali venivano eseguiti i celebri mottetti e le messe più famose. Poi, nell’ultimo cinquantennio, anche il numero dei cantori cominciò ad assottigliarsi, dato che coloro i quali lasciavano i posti per limiti di età non venivano più sostituiti. Gli ultimi anni del venerando Maestro Perosi, che al suo arrivo aveva rinnovato il repertorio con gran numero di sue composizioni, segnavano una stasi. Tra le voci bianche dominavano i “falsetti” che, seppur tanto benemeriti per la salvezza di molte situazioni e pur contando individui di valore, rappresentavano sempre un rimedio alla endemica carenza dei “pueri”. Gli uomini – tenori e bassi – all’occorrenza venivano aiutati da quanti potevano reclutarsi tra la ancor numerosa “professione” romana.
Eppure chi, come il sottoscritto, ricorda quelle ormai lontane esecuzioni, sa che il filone della “musica celeste”, anche se talvolta un po’ oscurato, non si perdette mai.
Era tempo che questa eredità fosse raccolta per rinnovarsi e rifiorire. Pio XII si preoccupò seriamente della questione dimostrando ancora una volta come il prezioso tesoro del canto liturgico più elevato, rappresentato soprattutto dalle tradizioni della veneranda Cappella Pontificia, sia sempre stato a cuore di chi vede le cose dal posto più alto. Fu così che il giovane e dinamico M° Domenico Bartolucci fu chiamato prima a Vice Maestro per assumere poi, alla scomparsa di Perosi, la direzione “perpetua” della Cappella.
Papa Giovanni XXIII compiva poi l’opera iniziata dal suo predecessore nominando finalmente i nuovi cantori, adeguando gli stipendi, incrementando la scuola dei ragazzi, assegnando infine anche una degna sede che, nonostante ancor oggi provvisoria, rappresenta un punto d’appoggio sicuro perché gli artisti possano accingersi alla loro opera di studio e di rinnovamento.

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

For centuries its life had been, like in a shrine, under the tremendous frescoed vaults by Buonarroti, in the daily liturgies of the papal choir. Because of the evolving of new developments and of the catastrophic course of events, the daily singing commitment first slowed down and then was lost. There were still the big papal ceremonies, during which the most famous motets and masses were performed. Then, during the last fifty years, also the number of the singers began to short, because the ones who left the job because of the age were not substituted. The last years of the old Maestro Perosi, who at the beginning had renewed the repertoire with many of his compositions, stood still. Among the trebles there were the “falsettists” who, although very useful to save many situations and being very experienced, were always a relief to the endemic lack of “pueri”. The men – tenors and basses – if necessary were helped by whom can be found among in the still flourishing Roman “profession”.
And yet who, like me, remembers those already far performances, knows that the front of the “celestial music”, sometimes a little bit clouded, had never lost.
It was time for this heritage to be collected to renew and to bloom again. Pious XII seriously thought to this problem showing again how the precious treasure of the highest liturgical singing, represented most of all from the traditions of the venerable Sistine Chapel Choir, has always been important for whom sees the things from the higher place. And so the young and dynamic M° Domenico Bartolucci was called first as Vice-Maestro then as Perpetual Director of the Choir, after the death of Perosi.
Pope John XXIII accomplished the work began by his predecessor appointing finally new singers, adjusting the wages, increasing the boys’s school, and at last giving also a worthy location which, even if today still temporary, is a sure foothold to let the artists going on in their study and renewal.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967) – (Translation by Marina Madeddu)

 

 

 

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