L’arpa della famiglia Barberini (Seconda parte) / Barberini Family’s Harp (Part Two) – (ita – eng) – Dr. Eleonora Simi Bonini

N. 4

Picture n. 4

Noto è il loro mecenatismo verso musici e pittori: il noto cantore, suonatore di arpa e anche compositore Marco Marazzoli (Parma 1602 ca.- Roma gennaio 1662) entrò a loro servizio dal 1629, diventò in seguito tenore nella cappella pontificia, a lui fu affidata già dall’anno 1636 in custodia l’Arpa con una cassa per il trasporto con la quale si esibì in vari spettacoli e manifestazioni. Anche il pittore Giovanni Lanfranco godeva del mecenatismo dei Barberini era amico di Marazzoli e dipinse l’Arpa suonata da Venere, quadro di proprietà di Marazzoli che lasciò in eredità a Antonio Barberini. Il quadro si può ammirare ora a palazzo Barberini. (vedi foto n.4).

La morte di papa Urbano VIII causò molti cambiamenti politici ed economici per la sua famiglia e le loro attività. Dopo la morte di Marazzoli, come testato, l’Arpa infatti priva delle corde e dentro la cassa fu restituita ai legittimi proprietari. In seguito fu ripristinata e suonata da un altro virtuoso Giovanni Carlo Rossi nel 1673 in occasione del conferimento a Maffeo Barberini del Toson d’Oro il cui simbolo figura intagliato sullo stemma Barberini posto sulla colonna dell’Arpa. (Vedi foto n. 5). In seguito questa Arpa oramai inutilizzata rimase a far bella mostra nei saloni di palazzo Barberini, il tramonto dell’arpa doppia infatti iniziò nel 1720 con l’invenzione dell’arpa a pedali per opera di Jackob Hoschbrucker.
La descrizione di una festa romana organizzata dai Barberini che si svolse a piazza Navona nel 1634 fu stampata a Roma e corredata di dodici tavole incise su rame da J. Francois Collignon. Una di queste tavole rappresenta una macchina teatrale a forma di vascello dove sono ospitati diversi musici e strumenti, sul lato destro è facilmente riconoscibile l’Arpa. (Vedi tavola n. 6) L’Arpa si può ora ammirare nelle sale del Museo, da notare un particolare curioso: il putto al lato destro dello stemma dopo un restauro errato si presenta con due piedi sinistri. (Vedi particolare nella foto n. 7)

n. 5

Picture n. 5

Cfr. : Eleonora Simi Bonini, Uno strumento e la sua storia: l’Arpa Barberini, «Nuova Rivista Musicale Italiana», Rai ERI, aprile-giugno 2012

 

 

 

Picture n. 6

It is famous their patronage for musicians and painters: the famous singer, harp player and also composer Marco Marazzoli (Parma 1602 ca.- Rome, January 1662) worked for them since 1629, later he became Tenor in the Sistine Chapel Choir; the Harp, with a box built to transport it, was entrusted to him since 1636, with which he performed in many occasions. Also the painter Giovanni Lanfranco had Barberini’s patronage, he was a friend of Marazzoli and portrayed the Harp played by Venus, painting owned by Marazzoli and left to Antonio Barberini. Now we can admire the picture in Palazzo Barberini (see photo 4).
Urban VIII’s death caused many political and economic changes for his family and activities. After Marazzoli’s death, as proved, the Harp, without strings and inside its box, came back to the owners. Later it was reactivated and played by another virtuoso, Giovanni Carlo Rossi, in 1673 on the occasion of the Golden Fleece awarding granted to Maffeo Barberini, which symbol is carved on Barberini’s emblem on the Harp’s column (see photo 5). Later this Harp, by the time no more used, stood on view in the halls of Palazzo Barberini; the end of the double harp indeed began in 1720 with the invention of the harp with pedals by Jackob Hoschbrucker.
A description of a Roman feast organized by Barberini, which took place in Piazza Navona in 1634, was printed in Rome and equipped with twelve copper plated tables by J. Francois Collignon. One of them shows a ship-shaped theatre machine, where there are many musicians and instruments: on the right side it is easy to notice the Harp (see table 6).
Now we can see the Harp in the halls of the Museum. A curiosity: the little angel on the right side of the emblem after a wrong restoration has two left feet (see picture 7).

n. 7

Picture n. 7

Cf.: Eleonora Simi Bonini, Uno strumento e la sua storia: l’Arpa Barberini, «Nuova Rivista Musicale Italiana», Rai ERI, aprile-giugno 2012

(Translation by Marina Madeddu)

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