Five points on organ improvisation/Cinque punti sull’improvvisazione organistica – (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

Improvising is like composing, so you cannot improvise without having previous knowledge of the technique of music composition. Nevertheless, I think a few suggestions can be made to improve the skills of those who are already interested in this performance practice and aware that improvising during a catholic liturgy (or any other liturgy) is not just about “improvising”, but has some requirements.

  1. Follow the overall rhythm of the liturgy, do not let the liturgy follow your rhythm. Enter into the rite with your improvisation and this will open to you new directions.
  2. Less is more, meaning that you do not have to invent everything from scratch every time. Indeed, the best improvisers are those who take melodies running through the liturgy (introit, Kyrie and so on) and present them with a new dressing and with a new meaning. There is no purpose to improvising if the melody of the communion antiphon, when used for an improvisation, does not add something to the flow of the rite.
  3. Breathe with every liturgical sequence. This is a consequence of what I have said in point one. Make your improvisation follow the ritual gestures of the priest and finish with them. Improvising is not just about performing; it is more about conforming, i.e. forming together with others.
  4. Allow time for silence. Make possible that between the end of your improvisation and the starting of another liturgical sequence there is a short time of silence so that what you have played can resound in the hearts of everyone.
  5. Follow historical models first and apply them to your own improvisations before finding your way. Study the compositions of Organ’s great masters, especially Variations, and try to apply that style to a melody of your choice. This will give you fantastic musical knowledge that you will use, willingly or unwillingly, in your future improvisations. We like to be honest with our art, knowing that improvising aims to create while remembering or to remember while creating. Let our present have more “musical refuges” from the past to enjoy.

 

Improvvisare é come comporre, così non si può improvvisare senza avere una conoscenza previa della tecnica della composizione musicale. Comunque, io penso che alcuni suggerimenti possono essere dati per migliorare i mezzi di coloro che sono già interessati a questa pratica di esecuzione e sono consapevoli che improvvisare durante una liturgia cattolica (o ogni altra liturgia) non é semplicemente “improvvisare”, ma ha certe caratteristiche.

  1. Segui il ritmo generale della liturgia, non permettere che la liturgia deve seguire I tuoi ritmi. Entra nel rito con la tua improvvisazione e questo ti aprirà nuove vie.
  2. Meno é più, il che significa che tu non devi inventare tutto da capo ogni volta. Infatti, i migliori improvvisatori sono coloro che prendono le melodie che percorrono la liturgia (introito, Kyrie e via dicendo) e gli danno una nuova veste e significato. Non c’é scopo nell’improvvisare se la melodia dell’antifona di comunione, quando usata per una improvvisazione, non sta aggiungendo qualcosa allo svolgimento del rito.
  3. Respira con ogni sequenza liturgica. Questa é una conseguenza del punto primo. Fai che la tua improvvisazione possa seguire i gesti rituali del sacerdote e conclude con essi. Improvvisare non é solamente performare, ma più con-formare, formare insieme ad altri.
  4. Concedi tempo per il silenzio. Rendi possibile un tempo di silenzio fra la fine della tua improvvisazione e l’inizio di un’altra sequenza rituale, in modo che quello che hai suonato possa risuonare nei cuori di tutti.
  5. Segui modelli storici al principio ed applicali alle tue improvvisazioni prima di cercare il tuo stile personale. Studia le composizioni dei grandi maestri dell’organo, specialmente lo stile delle Variazioni, e prova ad applicare quello stile ad una melodia di tua scelta. Questo ti darà una bagaglio musicale fantastico che tu userai, cosciente o meno, nelle tue future improvvisazioni. Noi saremmo onesti con la nostra arte, riconoscendo che improvvisare é creare mentre si ricorda e ricordare mentre si crea. Fa che il nostro presente abbia più “rifugi musicali” nel passato da godere.

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