What a conductor is not/Quello che un direttore non é – (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

conductor-batonWhen people go to a choral music concert, they think that the centre of attention is the conductor. The conductor, like a “sacerdos”, leads the people according to the will of his or her powerful mind. But indeed this is just a huge misunderstanding of what a performance should be, and the real protagonist of this performance is certainly not on the podium. Who is the real object of a performance? The music? No, not all. That is entertainment, when music in its material and acoustic being become protagonist is not what should be. So not the conductor, not the music…What is a performance about? It is about what cannot be found or touched;and it is the idea, concept, logos and the denying of all these things. Are the platonic ideas, immaterial and immemorial, in their hyperuranic world? Choral music is not about choral and not even about music; even less is it about the conductor. Choral music, when not just entertainment is about evocation, the manifestation of a sacred entity (and I am taking the term “sacred” in its broader religious sense), a revenge on a material world. Choral music, when at its peak, is immaterial in its deepest being, more close to Plato than Aristotle. But the conductor is not the celebrant of this mystical gathering; he or she is just the collector of the spiritual energies arising from all the performers, and in the performers I include also the audience that with its observation and attention also contribute a kind of energy to the performance. Why do we need to give importance to the will and wit of a single person when we can be crushed by a supernatural energy coming from a multitude of people?

Quando la gente va ad un concerto di musica corale, pensa che il centro dell’attenzione sia il direttore. Il direttore, come un “sacerdos” conduce la gente secondo la sua volontà o la sua potente mente. Ma infatti questo é solo un enorme malinteso rispetto a come la realtà dovrebbe essere, e il vero protagonista dell’esecuzione non é certamente sul podio. Quale è il vero oggetto della esecuzione? La musica? No, certamente no. Quello é intrattenimento, quando la musica nel suo essere materiale e acustico diviene protagonista non é come dovrebbe essere. Così, non il direttore, non la musica…A cosa serve una esecuzione musicale? Riguarda ciò non puo’ essere trovato o toccata; e questo é l’idea, il concetto, il logos e il rinnegamento di tutte queste cose. Sono le idee platoniche, immateriali e immemori nel loro mondo iperuranico. La musica corale non ha a che fare con la musica o con l’essere corale; ancora meno con il direttore. La musica corale, quando non é solo intrattenimento é una evocazione, la manifestazione di una entità sacra (e sto usando questo termine “sacro” nel suo più largo senso religioso), una rivincita sul mondo materiale. La musica corale, quando é al suo vertice, é immateriale nel suo essere più profondo, più in debito con Platone che con Aristotele. Ma il direttore non é il celebrante di questo incontro mistico, ma é solo il collettore delle energie spirituali che scaturiscono da tutti gli esecutori, e per esecutori io comprendo anche gli ascoltatori che con la loro osservazione ed attenzione contribuiscono una specie di energia all’esecuzione. Perché dobbiamo dare importanza alla volontà e al capriccio di una persona singola quando possiamo essere travolti dall’energia soprannaturale che proviene da una moltitudine?

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