Less is good/Meno é meglio (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

In one of my aphorisms I say that the best conductor is the one that does not conduct. What is the meaning of this? We have developed an idea of conductors as a sort of dictator that shapes a choir or orchestra to fulfil his or her own individual will. We may think of some conductors that fulfil this kind of idea. What do we have here? One person who is “the interpreter” and all the others are just performers. This display of power is forced on choirs and orchestras through a style of conducting that is imposing, all controlling, a titan on the podium. This idea of a conductor is certainly coming from the romantic idea of the artist, an idea that has done more damage to art than all the strange ideas of the so-called avant-garde movements.

Indeed a good conductor is not one who imposes his or her will, but is able to listen on a very subtle level. Good conductors are those that channel the creative energies of the performers, enabling the performance to grow like a baby in the womb of a mother. The conductor has to allow this process and be a facilitator of this process, accepting that the sound speaks to him or her, not the other way round. A conductor is not a dictator but a facilitator. Only understanding the deep meaning of this will allow performances to be the outcome of real creative energies for the real enjoyment of those who really love music and think that music is another form of knowledge.

In uno dei miei aforismi dico che il direttore (orchestra o coro) migliore é quello che non dirige. Cosa significa? Noi abbiamo sviluppato una idea dei direttori come se lui o lei é una specie di dittatore che plasma il coro e l’orchestra per compiere la sua propria volontà. Possiamo pensare ad alcuni direttori che rappresentano bene questa idea. Cosa abbiamo qui? Una persona che é “l’interprete” e tutte le altre che sono soltanto esecutori. Questa prova di forza é imposta a coro e orchestra attraverso uno stile di direzione che é impositivo, che tutto controlla, un titano sul podio. Questa idea del direttore é certamente in debito con l’idea romantica dell’artista, una idea che ha fatto più danni all’arte che tutte le idee strane portate avanti dai cosiddetti movimenti d’avanguardia.

In effetti il buon direttore non é quello che impone il suo volere, ma quello che é capace di ascoltare ad un livello molto sottile. Buoni direttori sono coloro che canalizzano le energie creative degli esecutori, facendo in modo che l’esecuzione si sviluppa come un bambino nel ventre della madre. Il direttore deve permettere questo processo e fungere da facilitatore dello stesso, accettando che il suono gli parli, non il contrario. Un direttore non é un dittatore ma un facilitatore. Soltanto capendo il significato profondo di questo, le esecuzioni musicali saranno il risultato di energie creative reali per il godimento di quelli che veramente amino la musica e che pensano che essa é un’altra forma di conoscenza.

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