Radici della violenza islamica / Roots of Islamic Violence (ita – eng) – don Ennio Innocenti

titiaan_abraham_izaak_grtSto leggendo il commento al Corano di Magdi Allam e vedo che anche lui non coglie le radici della violenza coranica.
Eppure egli sa bene che tutta questa storia comincia con Abramo. A costui Dio promise una prole nella quale sarebbe stata benedetta tutta l’umanità. Però Abramo non seppe aspettare l’adempimento della promessa nella propria moglie e questo fu il motivo che lo indusse ad ottenere un figlio dalla propria schiava, che dovette poi cacciare. Successivamente Dio adempì la promessa per mezzo della moglie. Questo figlio della promessa è Isacco; invece il figlio avuto dalla schiava è Ismaele, da cui gli Arabi e lo stesso Maometto.
Purtroppo gli Arabi hanno pensato che la benedizione promessa riguardasse Ismaele. Invece è ad Isacco che viene confermata (e precisata nella linea di Jesse-David).
In questo modo la tradizione araba si è esclusa dalla promessa divina, conservando l’antagonismo con la tradizione di Isacco, in un orizzonte temporalistico e tendenzialmente materialistico e perciò violento.
E’ anche accaduto che gli stessi discendenti di Isacco si rinchiudessero in analogo orizzonte temporalistico (non intendendo profeti come Isaia, Daniele e Giovanni il Battezzatore, che prospettavano un adempimento spirituale della promessa divina, verificatosi in Gesù) con analoghe conseguenze materialistiche. Per questo le due discendenze carnali, ambedue chiuse nella loro carnalità, non conoscono la forza della ragione, ma unicamente le ragioni della forza.
Solo i cristiani, che si raccordano a Gesù e ad Abramo solo spiritualmente, sono in grado di recepire la promessa divina della pace universale basata sulla misericordia e il perdono di Dio, che chiede figli di analogo sentire, i quali ogni giorno si dichiarino pronti al perdono, perfino al perdono del nemico, nella speranza che anche il nemico diventi fraterno.

 

I am reading the comment to the Quran by Magdi Allam (1) and I see that he also does not understand the roots of Quran violence.
Nevertheless he knows very well, that all this story began with Abraham. God promised him a progeny, by which mankind would be blessed. But Abraham did not wait to fulfill the promise into his wife and because of that he had a child from a slave, whom he had to banish. Later God fulfilled the promise through his wife. The promised’s child was Isaac; the boy, who he had from the slave, was Ishmael, from whom Arabs and also Muhammad come.
Unfortunately the Arabs thought that the promised blessing was for Ishmael. On the contrary it was confirmed to Isaac (and defined in the Jesse-David line).
In this way the Arab tradition excluded itself from the divine promise, keeping the antagonism with Isaac’s tradition, in an earthly, basically materialistic context, and thus violent.
Also Isaac’s descendants closed themselves in a similar earthly context (without understanding prophets such as Isaiah, Daniel and John the Baptist, who indicated a spiritual fulfillment of the divine promise, which happened with Jesus) with similar materialist consequences. That is why both carnal progenies, both closed in their carnality, do not know the reason’s force, but only the force’s reasons.
Only Christians, connected only spiritually with Jesus and Abraham, can understand the divine promise of universal peace based on the mercy and forgiveness of God, who requests children to have the same feeling, who every day have to be ready to forgive even their enemy, hoping that also the enemy can become a brother.

1 – T. N. – an Egyptian-born Italian journalist and politician

(Translation by Marina Madeddu)

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