L’interessante ed eccentrico studio dello scultore israelita americano Moses Ezekiel nelle Terme di Diocleziano a Roma / The interesting and eccentric studio of the American Jewish sculptor Moses Ezekiel in the Baths of Diocletian in Rome (ita – eng) – Dr. Eleonora Simi Bonini

Moses Ezekiel

Moses Ezekiel

Lo scultore americano di famiglia israelita Moses Ezekiel (Richmond -Virginia 28/10/1846 – Roma 27 marzo 1917) fu grande amico di F. Liszt e di G. Sgambati. Dopo aver studiato in America e a Berlino giunse a Roma alloggiando in varie case nel centro prima di stabilirsi in un vasto locale su due piani ricavato nelle mura delle Terme di Diocleziano che divenne la sua residenza e il suo studio. Per renderlo abitabile, poiché pieno di pulci: prima era adibito a stalla, Ezekiel vi portò 2 pecore per disinfestarlo. Nel piano inferiore era il suo studio frequentato la domenica da un salotto culturale di importanti personaggi, musicisti, letterati, artisti e pittori: Signorini, Michetti, Scarfoglio, Pascarella, D’Annunzio che gli dedicò una poesia ‘To Moie Ezechiel’ (la traduzione in inglese è dello stesso Ezekiel), un mondo culturale esteso e interessante. Sgambati con il suo ‘Quintetto della Regina’ (così chiamato in onore della regina Margherita) amava fare le prove nel suo studio e vi eseguì anche alcuni concerti.
Con Liszt e Sgambati Ezekiel fu spesso ospite del cardinale Hohenlohe a Villa d’Este a Tivoli. A causa dei preparativi a Roma per l’Esposizione Internazionale nel 1910 Ezekiel dovette abbandonare a malincuore il suo studio alle Terme che venne incorporato nel Museo di Arte Greco-Romana. Ottenne in seguito dal Comune di Roma come nuova residenza la Torre sopra le mura di Belisario in via Campania n. 2 nei pressi di Porta Pinciana dove rimase fino alla morte. Ezekiel ci ha lasciato interessanti memorie sulla sua vita: Memoirs from the Baths of Diocleziano, Gutmann and Stanley F. Chyet, Wayne State Unuversity Press, Detroit 1975.
Ha lasciato varie opere scultoree e monumenti in varie città specialmente in America.
Nell’archivio di G. Sgambati presso il Museo degli Strumenti Musicali di Roma sono conservate due sue opere in bronzo: i busti di F. Liszt e della moglie di Sgambati, Costanza.

 

Franz Liszt

Franz Liszt by Moses Ezekiel

Costanza Sgambati

Costanza Sgambati by Moses Ezekiel

The American Jewish sculptor Moses Ezekiel (Richmond -– 28 October 28, 1844; Rome -– 27 March 27, 1917) was a great friend of F. Liszt and G. Sgambati. After his studies in America and Berlin, he came in Rome and lived in different apartments in the city centre before settling in a big apartment on two levels, obtained in the Walls of the Baths of Diocletian, which became his residence and studio. To make it habitable, because it was full of fleas (before it was a stable), Ezekiel took there two sheeps to disinfest it. At the lower level there was his studio, which on Sunday was a popular cultural gathering place for important people, musicians, writers, artists and painters: Signorini, Michetti, Scarfoglio, Pascarella, D’Annunzio, who dedicated to him the poem ‘To Moie Ezechiel’ (translated into English by Ezekiel), a wide and interesting cultural world. Sgambati with his ‘Quintetto della Regina’ (called in this way in honour of the queen Margherita) rehearsed and also performed some concerts in this place.
Together with Liszt and Sgambati, Ezekiel was often invited by Cardinal Hohenlohe to visit Villa d’Este at Tivoli. Because of the preparations in Rome for the World Exposition in 1910, Ezekiel sadly had to leave his studio in the Baths, which was included in the National Roman Museum. Later he took the Tower on Belisarius’s Walls in via Campania n. 2, near Porta Pinciana, as his new residence by in the Municipality of Rome, where he lived until his death. Ezekiel left us interesting memoirs about his life: Memoirs from the Baths of Diocleziano, Gutmann and Stanley F. Chyet, Wayne State Unuversity Press, Detroit 1975.
He left various sculptures and monuments in many places, especially in the United States.
In the G. Sgambati’s Archive at the Music Instruments Museum of Rome two of his bronze sculptures are preserved: Liszt’s and Costanza’s (wife of Sgambati) busts.

(Translation by Marina Madeddu)

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