Three Things Michael Jackson can teach teachers / Tre cose Michael Jackson può insegnare agli insegnanti (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

Bad-michael-jackson-7647469-1787-2560Is it true that Michael Jackson can teach school or university teachers something? This may seem strange to you, but I think he can. You should just follow my reasoning for a few hundred words more.

  1. “Whenever you need me, I’ll be there” (I’ll be there). Teachers that think that their job is to transmit knowledge are failures for sure. What knowledge are you transmitting? Who validates that knowledge? Are you sure your students need that and not another branch of knowledge? Every choice is a personal or partial choice, cannot be the core of your teaching. The goal of teaching is not the knowledge but the process; it is not the test but the preparation; it is not the mark but the time you walk together. If a teacher things to be knowledgeable, it is better to start to know that he is not thinking carefully about that. We are not giving anything; we are sharing and everything is questionable. School cannot be dogmatic.
  2. “The world is the biggest school/As you live, you learn though a torch will burn/everybody’s somebody’s fool” (Everybody’s Somebody’s Fool). Don’t overestimate your importance. Recent research discovered that lots of very successful people were successful despite the fact that they dropped out of school. A teacher needs always to have in mind the difference between schooling and education. Education may be something different from the constraints of schooling.
  3. “’Cause you are there’/You are there/You are there somewhere/Each time my world seems like it’s falling down/Things look up just having you around/So every night I say a prayer/Just because you’re there” (You are there). What if teachers understand that the quality of their work is in being, not in doing? Sometimes indeed it is better to do less and be more. Teachers are just helping the strange emotional world of adolescents, young men and women, to flow within safe boundaries. The emotions are a river and the teachers are the stems.

E’ vero che Michael Jackson può insegnare qualcosa a insegnanti scolastici o universitari? Vi può sembrare strano, ma io penso così. Dovreste seguire il mio ragionamento per poco più di qualche centinaia di parole.

  1. “Ogni volta hai bisogno di me, io sarò lì’” (I’ll be there). Gli insegnanti che pensano che il loro lavoro é di trasmettere conoscenza sono sicuramente un fallimento. Che conoscenza stai trasmettendo? Chi convalida questa conoscenza? Sei sicuro che I tuoi studenti hanno bisogno di quello e non altri tipi di conoscenza? Ogni scelta é personale o parziale, non può essere la cosa principale del tuo insegnamento. Lo scopo dell’insegnamento é nel processo non nella conoscenza, non é il test ma la preparazione, non é il voto ma il tempo che camminate insieme. Se un insegnante pensa di sapere, meglio cominciare a sapere che non pensa. Noi noi stiamo dando nulla, noi stiamo condividendo e tutto può essere messo in dubbio. La scuola non può essere dogmatica.
  2. “Il mondo é la più grande scuola/ mentre vivi tu imparerai come una torcia brucerà/ qualcuno tra tutti é stupido” (Everbody’s Somebodys Fool). Non sovrastimarti. Una recente ricerca ha scoperto che molta gente di successo sono di successo malgrado abbiano lasciato la scuola. Un insegnante dovrebbe sempre avere in mente la differenza fra scolarizzazione e educazione. L’educazione potrebbe essere dovunque rispetto alle costrizioni dell’educazione.
  3. “Perché tu sei li/ tu se li’/ tu sei lì in qualche posto/ ogni volta il mio mondo sembra crollare/ le cose sembrano migliori soltanto avendoti intorno/ Così ogni notte io dico una preghiera/ solo perché tu sei lì” (You are there). Cosa sarebbe se gli insegnanti comprendessero che la qualità del loro lavoro e nell’essere, non nel fare? Qualche volta infatti é meglio fare di meno e essere di più. Gli insegnanti stanno giusto aiutando lo strano mondo emozionale degli adolescenti, giovani uomini e donne, a scorrere in confine sicuri. Le emozioni sono un fiume, gli insegnanti sono gli argini.

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