La voce degli angeli (V parte) / Angels’ Voices (Part five) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

La bella voce di Giorgio Bartolini, preparata da P. Catena, nel “Quo Abiit” di Domenico Bartolucci, con il Coro della Cappella Sistina diretto da Domenico Bartolucci / The beautiful voice of Giorgio Bartolini, prepared by Fr. Catena, in “Quo Abiit” by Domenico Bartolucci, with the Sistine Chapel Choir conducted by Domenico Bartolucci

Punto focale dell’attività interna di cappella è naturalmente la scuola dei ragazzi.

Il problema é sempre antico che sempre si rinnova: la difficoltà di avere ragazzi tecnicamente preparati ad una così sublime prestazione qual é quella che si esige dalla grande musica ecclesiastica (parlo naturalmente di quella grande, non di quella breve e facile, con cui si é creduto ad un certo punto di poter aggirare l’ostacolo).

Evidentemente all’attività della Cappella Pontificia abbisognano belle voci, e qui torna opportuno ricordare che da noi parlando di bella voce si usa fare un curioso miscuglio di qualità varie e talvolta indipendenti. Si pensa sì ad una voce piena, squillante, facile, colorita, ma anche ad una voce modulata, vibrante, espressiva: cose tutte che non appartengono alle qualità fisiche dell’organo vocale, ma dipendono soprattutto da raffinatezza di orecchio musicale e addirittura da profondità di sentire.

Comunque, si tratta di doti, sia pure preziose e rare, che il Creatore elargisce gratuitamente e col più vario e spensierato dei criteri. L’unica difficoltà qui consiste nella ricerca.

A questo proposito posso fare un’osservazione che riuscirà utile, credo, a quanti si occupano di ragazzi cantori, attività appassionante che unisce religione, arte ed educazione di gioventù. Come scovare praticamente queste nature privilegiate? La ricerca diretta, anche se capillare, il recarsi passo passo presso scuole, parrocchie, istituti, ad ascoltare decine e decine di ragazzetti intimoriti e sperduti che spesso si rifiutano, saggiamente, di aprir bocca, è faticoso, , spesso scoraggiante per il povero maestrino che si era incamminato con le più rosee speranze, e raramente porta a risultati concreti. Spessissimo un ottimo elemento, messo di fronte ad una audizione di tal genere, non si rivela affatto; è più facile l’esibizione di un mediocre. Nel ragazzo davvero dotato é acutissima la coscienza dell’atto di esibirsi col mezzo canoro che egli fa partire non dalla superficie, ma dal profondo del cuore. Questa é la vera ragione per cui il canto di un vero ragazzo cantore merita tutto il nostro rispetto. Perciò le vere perle finiscono facilmente per passare inosservate. Esse invece si riveleranno in ben altre circostanze, soprattutto nella spontaneità sia dell’ambiente familiare che di quello scolastico, e si potranno conoscere perciò anzitutto nella consuetudine, sempre che siano seguite da qualche attento osservatore.

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

The cornerstone of the Chapel activity is children’s school of course.

The problem is always old, but every year it is new: the difficulty to have technically prepared children for such a so sublime performance, which is the one requested by the great ecclesiastic music (of course I speak about the great music, not about the short and easy type, with which they believed to move around at a certain point).

Clearly the activity of the Sistine Chapel needs beautiful voices, and here it is important to remember that when we talk about a beautiful voice, we curiously mix different, sometimes independent, qualities. We think to of a full, shrill, easy, colourful voice, but also to a modulated, vibrant, expressive voice: these are things, which are not proper of physical qualities of vocal folds, but they depend most of all on one’s musical ear’s refinement and deep feeling.

Anyway they are gifts, we can say precious and rare ones, that the Creator freely lavishes on us and following the most various and cheerful criterium. The only problem here is the search.

Concerning this difficulty I can say something, which will be useful, I believe, to anyone whom has to deal with singing children, an interesting job, which includes religion, art and the education of young people. In practice how can we track down these privileged natures? Direct search, a detailed one, going into every school, parish churches, and institutes to listen to many and many shy and confused little children, who often refuse, wisely, to open their mouths, is hard, sometimes discouraging for the poor teacher, who went there with the most beautiful hopes, and but rarely to happy results. During an audition of this importance, an excellent element very often does not reveal itself; it is easier to judge the performance of a mediocre singer. In the really gifted boy the performance awareness in his voice is very clear, which he let start not from the surface, but from the depth of his heart. This is why the singing of a real singer boy deserves all our respect. So the real pearls are easily unrevealed. They will show in other moments instead, most of all in the spontaneity of the family and of the school environment, and they will be recognized most of all in everyday life, always on the condition that they are followed by an attentive observer.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967) – (Translation by Marina Madeddu)

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