Mater et Magistra (ita-eng) – Fr. Enrico Zoffoli

20130212_c1_sasSe il Papa, come Pastore universale, non può errare, non si esclude però che – come persona privata – possa essere assalito dal dubbio, tentato di apostasia, nutrire opinioni errate… Molto meno può escludersi che sia morallmente mediocre (e persino corrotto!), soggetto a debolezze ed errori più o meno gravi, motivando perciò la critica dei contemporanei e severi giudizi della storia. Dei singoli vescovi, sacerdoti e fedeli la condizione non é migliore: ciascuno può sempre tradire la fede, cedere alla pressione delle concupiscenze di una natura ferita dal peccato, insidiata dal demonio, esposta alle seduzioni del mondo.

Sono questi gli uomini di Chiesa che, prescindendo da ogni criterio soprannaturale, anche lo storico non credente può e deve distinguere realmente dalla Chiesa:

  • primo, perché non è possibile attribuire ai medesimi tutto quel che costituisce e caratterizza la Chiesa quale Madre e Maestra…;
  • secondo, perché, eccetto quanto concerne il carisma dell’infallibilità pontificia, TUTTI possono tradire e disonorare la Chiesa, dissentendo dalle direttive del suo Fondatore…;
  • terzo, come la loro personalità esemplare non fonda la Chiesa – che tutti trovano già istituita e organizzata -; così la loro condotta indegna non la sopprime, lasciandola perciò essenzialmente inalterata. La Chiesa, scrive S. Caterina, non ha bisogno di essere riformata perché “non diminuisce né si guasta per i difetti dei suoi ministri” (Dialogo della divina Provvidenza, La dottrina della perfezione, Ed. Studio Domenicano, Bologna, 1989, p. 58)

If the Pope, as Universal Shepherd, cannot make mistakes, we cannot exclude that – as a single person – he can have doubts, can be tempted by apostasy, can have wrong opinions… Much less than that we can exclude, that he can be morally mediocre (or even corrupted!), subject to more or less serious weaknesses and mistakes, giving a reason in this way to the critic of contemporaries and to severe history’s judgements.

Regarding bishops, priests and faithful people, their condition is not better: everybody can always betray faith, can surrender to the pressure of concupiscences of a nature, which is wounded by sin, can be threatened by the devil, can be left to world’s seductions.

These are the Church’s Men, who, apart from any supernatural criteria, can and must be really distinguished from the Church by the non-believing historian:

  • first because it is not possible to give to everybody all that constitutes and characterizes the Church as Mother and Teacher…;
  • then because, except what concerns the papal infallibility’s charism, ALL can betray and dishonour the Church, when they do not agree with his Founder’s rules…
  • then again, as their exemplar personality is not at the base of the Church – which everybody finds already established and organized -; so their shameful behaviour does not abolish it, leaving it in this way essentially the same. The Church, Saint Catherine writes, does not need to be reformed, because “it does not reduce itself or does not damage itself because of the defects of their ministers”. (Dialogo della divina Provvidenza, La dottrina della perfezione, Ed. Studio Domenicano, Bologna, 1989, p. 58)

(Translation by Marina Madeddu)

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