Liberi di essere schiavi / Free to be slaves (ita-eng) – Dr. Diego Fusaro

bandiera_americana_7“Una mattina mi son svegliato, o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao, una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor”: parlava inglese, si appellava alle sacre leggi della finanza e alla volontà del mercato, identificava la libertà con la liberarizzazione integrale, nascondeva i suoi gesti criminali dietro la volontà impersonale dei mercati, ed era pronto a condannare ogni forma di violenza che non fosse quella istituzionalizzata, anonima e silenziosa dell’economia. “O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao”.

Si festeggia la Liberazione. Ma occorre sempre pensare l’impensato del pensato: la Liberazione fu subito seguita da una nuova occupazione, che ancora subiamo. Alludo naturalmente all’occupazione da parte della potenza imperialista americana, che ad oggi occupa il territorio nazionale italiano con oltre 110 basi: non può esservi democarzia, né libertà, né sovranità ove il territorio nazionale è occupato da basi militari straniere. La festa della Liberazione, anziché ridursi a culto del passato, ci insegni a tornare a lottare per la libertà: contro l’occupazione americana, contro la dittatura eurocentrica.


“Una mattina mi son svegliato, o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao, una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor” (1): he spoke in English, he turned to sacred laws of finance and to the will of the market, he identified freedom with total liberalisation, he hid his criminal gestures in the back of the impersonal will of the market and it was ready to condemn every form of violence, except the institutionalized, anonymous and silent violence of the economy. “O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao”.

We celebrate Liberation (2). But we have always to think the unthinkable: the Liberation was immediately followed by a new occupation, in which we still are. Obviously I am talking about the occupation of the imperialist American power, which today occupies the Italian national territory with over 110 military bases: it there cannot be democracy, freedom, sovereignty if the national territory is occupied by foreign military bases. The celebration of Liberation Day, instead of being reduced to a cult of the past, must teach us to come back to the fight for freedom: against American occupation, against Eurocentric dictatorship.


Translator’s notes:

1) From the Italian Resistance’s song “O bella ciao!” About this song and its history, see the post by Dr. Eleonora Simi Bonini

2) public holiday to celebrate the liberation of Italy from the Nazi occupation on 1945.


(Translation by Marina Madeddu)

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