Nel mondo, ma non del mondo / Into the World, but not of the World (ita-eng) – Prof. Rodolfo Papa

IMG_3242Tra i vari movimenti artistici della contemporaneità é interessante conoscere anche le questioni inerenti le motivazioni teoretiche dell’Iperrealismo. Si tratta di una questione storiografica interessanteper un duplice motivo; infatti, prima di tutto, la corretta comprensione di uno dei più importanti movimenti figurativi del Novecento, è utile per riequilibrare l’immagine antifigurativa di un secolo che, invece, se ben studiato, sirivela più figurativo di come venga generalmente descritto; inoltre, la conoscenza dei principi su cui si fonda il gruppo iperrealista, principi peraltrocondivisi anche dalla Pop Art, evidenzia l’intima inconciliabilità dell’iperrealismo con il pensiero cristiano, a causa di un rapporto non corretto con la realtà circostante. Il movimento iperrealista non è l’unico movimento figurativo del Novecento, ed anzi si muove entro un confine spazio-temporale ben delimitato. Molti altri gruppi e movimenti, molte altre teorie estetiche e critiche, si muovono nel vasto orizzonte del realismo.

Esistono, infatti, tanti tipi di “realismo”, diversamente interpretati dai movimenti artistici che si sono succeduti nel corso dell’Ottocento e del Novecento, talvolta in contiguità, più spesso in disaccordo. Ognuno di questi movimenti ha avuto una propria visione del mondo da rappresentare , o un’ideologia da da servire o ancora un potere da raccontare. Per un cvorretto studio dell’arte figurativa, risulta importante conoscere ciascuno di questi movimenti, in cui è possibile trovare elementi interessanti, ma è anche importante saper discernere le diverse impostazioni, soprattutto quando si ragiona di arte sacra. Il cristianesimo esige un’arte capace di dire Cristo, di ritrarlo nella sua bellezza e verità. La condizione del cristiano di vivere nel mondo ma di non essere del mondo è un criterio importante per ogni aspetto della vita della Chiesa. Come ha ricordato Benedetto XVI a Friburgo, la Chiesa deve “demondanizzarsi”, ovvero la Chiesa “deve sempre di nuovo aprirsi alle preoccupazioni del mondo e dedicarsi senza riserve ad esse, per continuare a rendere presente lo scambio sacro che ha preso inizio con l’Incarnazione” evitando la condizione “di una Chiesa che si accomoda in questo mondo, diventa autosufficiente e si adatta ai criteri del mondo”. Anche nelle questioni dell’arte sacra occorre evitare l’accomodamento alle situazioni mondane. La questione è talmente importante, che la soluzione certamente non si può trovare prendendo qua e là dagli innumerevoli scaffali degli immensi supermercati delle offerte estetiche contemporanee. Nel mercato del pret a porter, con misure standard e tagli industriali, non si può trovare l’abito ben fatto che calzi nei dettagli. In generale, occorre uscire dalla sudditanza psicologica nei confronti del mondo


Among the many contemporary artistic movements, it is interesting to know something about the Hyperrealism’s theoretical reasons. It is an interesting historiographical question for two reasons: first of all, the right understanding of one of the most important figurative movements in the XX Century is useful to rebalance the anti-figurative image of a century, which, when it is studied well, is more figurative of what we can describe; and also, knowing the hyperrealist group’s principles, which are the same in the Pop Art, stresses the intimate non-compatibility of hyperrealism with the Christian thought, because of a mistaken relationship with reality. The hyperrealist movement is not the only figurative movement in the XX Century, and actually it is restricted to a small space of time. Many other groups or movements, many other aesthetic and critical theories move in the wide space of realism.

In fact there are many types of “realism” differently interpreted by the artistic movements in the XIX and XX Centuries, sometimes together, sometimes not. Every one of these movements had an own world’s vision to represent, or an own idea to serve, or again a power to tell. For a correct study of figurative art, it is important to know all these movements, in which it is possible to find interesting elements, but it is also important to distinguish the different points of view, most of all when we are talking about sacred art. Christianity wants an art able to tell Christ, to portrait Him in His beauty and truth. The condition of Christian life in the world but not to be of the world is an important criterium in every aspect of Church’s life. As Benedict XVI said in Freiburg, the Church must “not to be worldliness”, that which means that the Church “has to open itself again to the world’s worries and dedicate itself to them without ceasing, to continue and to keep present the sacred exchange, which began with the Incarnation”, avoiding the condition “of a Church, which makes itself at home in this world, becomes self-sufficient and adapts itself to the world’s criteria”. Also in art’s questions we have to avoid the adaptation to mundane situations. This problem is so important, that for sure we cannot find a solution taking things everywhere from the many shelves of huge supermarkets of the contemporary aesthetics’ offers. In the pret a porter market, with standard measures and industrial sizes, we cannot find the cloth, which fits perfectly. In general we have to come out from the psychological subjection in confrontation of the world.

(Translation by Marina Madeddu)

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