When Blessed Teresa of Calcutta smiled at me/ Quando la beata Teresa di Calcutta mi sorrise (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

Mother_Teresa_of_Calcutta_4A day many years ago, I was asked to play for the synod of the bishops on consecrated life in the Vatican. It was 1994. Indeed, in my duties as organist in Saint Peter Basilica (even if not the main organist) I played for many of these synods of bishops. That day we were waiting for the Pope to arrive (John Paul II). I was practicing with the Pope’s Master of ceremonies (at that time Mons. Piero Marini) and the little choir in charge of leading the singing of the synodal members. We were in a sort of little tribune when I noticed in the seats under us someone that drew my attention immediately, someone that had a figure that everyone in the world would recognize: mother Teresa of Calcutta. Wow (I said to myself), I should meet her; this is the only chance I may have. So, without thinking too much, the day after I went down from the tribune and approached the place where mother Teresa was waiting for the liturgical prayer to start. I remember, as if it was now, that when she saw me, very young at the time, she smiled to me first, without even knowing what I wanted from her. I brought one of her books that was in my possession and asked her for an autograph, and she did it without any sighs of impatience (I am sure thousands have asked for that before and after me).

Another day we met in an elevator, me, mother Teresa and her assistant, Cardinal Carlo Maria Martini, Monsignor Piero Marini and another African Cardinal. She smiled at everyone and when people asked her to pose for a photo together (basically every 3 seconds) she never lost patience or looked disturbed. She always smiled. From that day I can never forget how the now Blessed Teresa thought me an important lesson: life may bring you people that are annoying you, may distract you from what you think is the core of your mission, but if God gives you lemons, so make a lemonade. And when I drink my “lemonades” today and think of the smile of mother Teresa, the taste becomes less and less sour.

Un giorno di molti anni fa, sono stato richiesto di suonare per il sinodo dei vescovi sulla vita consacrata in Vaticano. Era il 1994. In effetti, nelle mie responsabilità come organista nella Basilica di san Pietro (anche se non ero l’organista principale) ho suonato per molti di questi sinodi dei vescovi. Quel giorno stavamo aspettando l’arrivo del Papa (Giovanni Paolo II). Io stavo provando con il maestro di cerimonie del Papa (a quel tempo Mons. Piero Marini) e il piccolo coro che aveva la responsabilità di guidare il canto per la preghiera liturgica dei padre sinodali. Eravamo in una specie di piccolo tribuna quando notai nei posti a sedere sotto di noi qualcuno che attrasse immediatamente la mia attenzione, qualcuno la cui immagine tutto il mondo avrebbe riconosciuto: madre Teresa di Calcutta. Wow (dissi a me stesso), io dovrei incontrarla, questa é l’unica occasione che potrei avere. Così, senza pensarci troppo, il giorno dopo scesi dalla tribune e approcciai il luogo dove madre Teresa stava aspettando l’inizio della preghiera liturgica. Mi ricordo, come se fosse adesso, che quando mi vide, molto giovane a quell tempo, mi sorrise per prima, senza neanche sapere cosa volevo da lei. Io portai con me uno dei suoi libri che possedevo chiedendo per il suo autografo, e lei lo autografò senza mostrare nessun segno di impazienza (sono sicuro che migliaia hanno chiesto la stessa cosa prima e dopo di me).

Un altro ci siamo incontrati nell’ascensore: io, madre Teresa e la sua assistente, il cardinal Carlo Maria Martini, Monsignor Piero Marini e un altro cardinale africano. Lei sorrideva a tutti e quando la gente gli chiedeva di fare una foto insieme (praticamente ogni 3 secondi) lei non perdeva mai la pazienza o sembrava disturbata. Lei sorrideva sempre. Da quel giorno non posso dimenticare come la ora Beata Teresa di Calcutta mi insegnò una importante lezione: la vita potrebbe presentarti con gente che ti disturba, che potrebbe distrarti da quello che é lo scopo principale della tua missione. Ma se Dio ti da dei limoni, così fai una limonata. E quando bevo le mie “limonate” oggi e penso al sorriso di madre Teresa, il sapore diventa sempre meno aspro.

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