Il pianista e il pittore / The Pianist and the Painter (ita-eng) – Dr. Eleonora Simi Bonini

N. 1

Oskar Brazda (30/9/1887- 19/12/1977) Oki per gli amici, boemo nacque a Pardubice dove il padre aveva un albergo. Si trasferì con la famiglia nel 1900 a Praga dove il padre acquistò il noto Caffè Slavia davanti al Teatro Nazionale punto di ritrovo di artisti e letterati. Dopo aver frequentato il liceo Oki incoraggiato dal padre si recò a Vienna per iscriversi all’Accademia di Belle Arti, nel suo lungo soggiorno nella città si inserì nel mondo artistico austriaco, nel 1911 vinse il primo premio di un concorso di stato e venne premiato dall’imperatore Francesco Giuseppe con una medaglia d’oro e una borsa di studio per 2 anni a Roma. Nell’autunno del 1911 si trasferì a Roma; fu invitato una sera dallo scultore boemo Josef Paukert ad una festa in casa Sgambati a piazza di Spagna e lì conobbe la ricchissima nobildonna e scrittrice svedese Amelia Posse che divenne poi sua moglie. Dopo il matrimonio la coppia alloggiò a Roma nella villa Strohl-Fern con altri artisti. All’inizio della guerra mondiale nel 1915 in quanto ritenuto un artista austriaco Brazda fu esiliato con la moglie ad Alghero dove rimasero per 2 anni, i ricordi di questo esilio furono pubblicati da Amelia nel suo libro Sardinian Sideshow. Finita la guerra in seguito si trasferirono in Boemia dove nel 1925 acquistarono un castello a Ličkov che divenne un luogo d’incontro di artisti; continuarono però i loro viaggi e soggiorni in Italia. Dopo alcuni anni Amelia si separò da Brazda e ritornò in Svezia con i due figli dove morì nel 1957. Brazda si risposò e visse nel suo castello fino alla sua morte. Nel 1989 la seconda moglie ha aperto una galleria nel castello dove si possono ammirare le sue opere e i suoi oggetti personali.

L’incontro e l’amicizia con Sgambati iniziarono quindi nel 1911 e possiamo credere che nell’anno seguente 1912 Sgambati abbia commissionato il suo ritratto al giovane e famoso Brazda.
Il quadro (vedi foto n. 1) è ora di proprietà dei Beni Culturali e si trova esposto nel salotto- studio del musicista ricostruito con il pianoforte Erard raffigurato nel quadro, i suoi mobili e altri interessanti oggetti, e dal dicembre 2014 è visitabile nel Museo degli Strumenti Musicali di Roma grazie all’intervento della dott.ssa Daniela Porro Direttore della Sopraintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale di Roma e l’interesse e la cura della Dott.ssa Maria Selene Sconci Direttore attuale del Museo.

Una rara e interessante foto ritrae Oskar Brazda e Giovanni Sgambati in una pausa durante l’esecuzione del ritratto (vedi foto n. 2).


N. 2

Oskar Brazda (30/9/1887- 19/12/1977), “Oki” to his friends, Bohemian, was born in Pardubice, where his father had a hotel. He moved with his family in 1900 to Prague, where his father bought the famous Caffè Slavia in front of the National Theatre, a social place for artists and writers. After finishing school, Oki, encouraged by his father, went to Vienna to enroll in the Academy of Art. During his long stay there, he entered in the Austrian artistic Austrian world; in 1911 he won the first prize in a national contest and was awarded by the Emperor Franz Joseph with a golden medal and a scholarship to study in Rome for two years. In the autumn of 1911 he moved to Rome; one night he was invited by the Bohemian sculptor Josef Paukert at to a party in Sgambati’s house in piazza di Spagna, where he met the Swedish rich noblewoman and writer Amelia Posse, who became his wife. After their wedding they lived in Rome in the Strohl-Fern Villa with other artists. At the beginning of the First World War in 1915, as he was considered an Austrian artist, Brazda was banished with his wif to Alghero, where they stayed for two years; the memories of this exile were published by Amelia in her book Sardinian Sideshow. At the end of the war they moved to Bohemia, where ion 1925 they bought a castle in Ličkov, which became a social place for artists; but they had other travels and stayings in Italy. After some years Amelia separated from Brazda and came back with her two sons in Sweden, where she died in 1957. Brazda got married again and lived in his castle until his death. In 1989 his second wife opened a gallery in the castle, where we can see his works and personal things.

The meeting and friendship with Sgambati began in 1911 and we can believe that the following year, on 1912, Sgambati ordered his portrait by the young and famous Brazda.
The picture (see photo n. 1) is now the a property of the Ministry of Culture and is in the reconstructed musician’s Studio together with the Erard piano, also present in the picture, his furniture and other interesting objects, and since December 2014 the Studio has been open to visitors in the Music Instruments Museum of Rome thanks to the activity of Dr. Daniela Porro, Director of Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale di Roma (1), and the interest of Dr. Maria Selene Sconci, today Director of the Museum.

In a rare and interesting photo we can see Oskar Brazda and Giovanni Sgambati during a pause in the making of the picture (see photo n. 2)


1 – T. N.: Office of the Italian Ministry of Culture, responsible for the historical, Artistic and ethno-anthropologic Heritage in the Museums of Rome.

(Translation by Marina Madeddu)

 

 

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