Il clero non è la Chiesa / The Clergy in not the Church (ita-eng) – Fr. Enrico Zoffoli

Priest's HandsUomini di Chiesa, dunque anche e principalmente i membri del Clero: papi e vescovi, sacerdoti e diaconi.

Ora, sembra che soprattutto l’eminenza della loro dignità sia all’origine dell’EQUIVOCO che ha fatto confondere la Chiesa con gli uomini di Chiesa. Non suole riflettersi, infatti, che il loro carattere sacro con i poteri che che conseguono sono così trascendenti da prescindere pienamente da ogni opera e merito delle persone che ne sono investite… Carattere e poteri che sussistono e restano efficaci – quali soprannaturali risorse del Corpo Mistico – destinati alla santificazione e alla salvezza delle anime, anche quando il Clero si comporta indegnamente, meritando – per se stesso – l’esecrazione e il disprezzo dei credenti e miscredenti.

I quali devono attribuire al sacerdote in quanto tale solo il bene dovuto al ministero da lui esercitato, perché allora, in lui e per lui, opera e parla soltanto il Cristo; mentre la colpa di tutti i suoi errori e vergogne si deve al medesimo in quanto uomo. Mentisce, dunque, se, come tale, osa identificarsi con la Chiesa, imporsi in suo nome, abusare dei suoi poteri. Per ciò stesso egli commette il più turpe dei sacrilegi, si comporta come il suo denigratore più insidioso e temibile.


Church’s Men, so also and first of all members of the clergy: popes and bishops, priests and deacons.

Now, it seems that the eminence of their dignity is the origin of the MISUNDERSTANDING, which confuses the Church with Church’s men. We do not think to the fact that their sacred character with powers, derived from that, are so transcendent fully apart from every work and merit of the persons invested with them… Character and powers, which exist and are effective – as supernatural resources of the Mystical Body – destined to the sanctification and the safeness of the souls, even when the Clergy behaves shamefully, deserving – for itself – the execration and disdain of believers and non-believers.

They must attribute to the priest as such only the good due to the ministry practised by him, because in this case only Christ works and talks in him and for him; on the contrary the guilt of his sins and shames is to be attributed only to him as a man. So he lies when he dares to identify himself with the Church, when he imposes himself in its name, when he takes advantage of his powers. In this case he commits the most depraved sacrilege, he behaves like his most insidious and dreadful denigrator.

(Translation by Marina Madeddu)

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