Nel marmo del passato / In the Past’s Stone (ita-eng) – Dr. Marcello Veneziani

papa monasteroSembra un’eternità ma sono passati solo dieci anni dall’elezione di Ratzinger al papato. Apparve come il papa della continuità, non solo rispetto a Woytila ma anche alla tradizione cattolica. La sua elezione rispecchiava la centralità tedesca dell’Europa unita. Sul piano pastorale, l’avvento di un teologo come Ratzinger indicava una strada e una sfida: affrontare il nichilismo o l’ateismo pratico partendo dalla testa. Cioè dal pensiero, ma anche dal luogo cruciale da cui era sorto, l’Europa cristiana. Una specie di Kulturkampf, di battaglia culturale, con un papa intellettuale a guidare la sfida.

Ma la sordità dell’Europa, i pregiudizi verso al Chiesa e il Papa tradizionalista, il suo linguaggio impervio, i temi bioetici che lo travolsero, l’inimicizia dei poteri che contano, portarono Ratzinger alla disfatta. La Chiesa allora preferì puntare sul cuore anziché sulla testa e ripartire dalle periferie del mondo, a sud, anziché dall’epicentro della crisi, a nord. Con Francesco è nata la parrocchia globale. Se Francesco, con la sua accorta semplicità, é più vicino alle folle e alle comunità, Ratzinger, papa a latere nel suo ritiro monastico, é più vicino alla solitudine spirituale degli europei. Il papa sconfitto dal suo tempo ne riflette il tormento e la crisi. Resta il disagio di vedere due papi vestiti di bianco che vivono a poca distanza e talvolta s’incrociano ingenerando uno smarrimento ottico e pastorale. E resta lo choc di un Santo Padre che si dimise dal suo ruolo paterno, abdicò alla missione pastorale, spezzando il filo della tradizione. Ma se la provvidenza a volte muta le sventure in grazia, un papa dimesso, in disparte, fuori dai riflettori, può farsi testimone e consorte delle solitudini diffuse.

Si avvertiva nella voce di Ratzinger l’affanno dei secoli e nei suoi occhi che evitavano di incrociare lo sguardo del mondo sembrava celarsi un segreto.

Forse la percezione della catastrofe spirituale del nostro tempo, lo spettacolo di un’abissale sordità alla missione religiosa e alle aspettative della fede. Nel suo invecchiare si rifletteva la tremenda vecchiezza della Sposa di Cristo: chiese deserte, vocazioni calanti, sacerdoti che vacillano nella fede. Il cinismo che cresce. Quanto ha pesato l’impossibilità di fronteggiare il deserto che avanza nell’eutanasia del papato? Le sue dimissioni pronunciate in latino sancirono con asciutto lindore il fossato incolmabile che lo separava dal suo tempo. Il latino le scolpì nel marmo del passato, le rese lapidarie e indelebili.


It seems an eternity, but only 10 years have passed since the election to the papacy of Ratzinger. He came as the pope of continuity not only compared to Woytila but also to the Catholic tradition. His election reflected the German centrality of a united Europe. In a pastoral context the coming of a theologian such as Ratzinger presented a way and a challenge: to face the nihilism or practical atheism starting from the mind. This means from the thought, but also from the crucial place in which it started, Christian Europe. A sort of Kulturkampf, cultural battle, with an intellectual pope leading the challenge.

But the European deafness, the prejudices against the Church and the traditionalist Pope, his difficult language, the bioethical themes which crushed him, the hostility of the important powers, defeated Ratzinger. So the Church chose the heart instead of the mind and to re-start from the outskirts of the world, in the south, instead of the crisis’ centre, in the north. The global parish church is born with Francis. If Francis, with his rational simplicity, is closer to people and communities, Ratzinger, pope a latere in his monastic retirement, is closer to the spiritual solitude of Europeans. The pope was defeated by his time reflects its torment and crisis. It remains an embarrassment to see two white clothed popes, who live very close and sometimes meet each other creating an optical and pastoral confusion. And it remains the choc of a Holy Father resigning from his paternal role, abdicating from his pastoral mission, breaking tradition. But if Providence sometimes changes misfortunes in graces, a retired pope, set aside, no more in the spotlight, can be testimony and consort of the common solitude.

We could hear in Ratzinger’s voice the anxiety of the centuries and it seemed to be a secret in his eyes, which escaped to meet the look of the world.

Maybe the perception of spiritual catastrophe of our time, the show of an abyssal deafness to the religious mission and to the faith’s expectations. The terrible old age of Christ’s Bride was reflected in his getting older: empty churches, decreasing vocations, priests with uncertain faith. An increasing cynism. How important has been the impossibility to face the increasing desert in the papacy’s euthanasia? His resignation declared in Latin ratified with dry cleanness an immense chasm, which separated him from his time. Latin carved it in the past’s marble, making it terse and indelible.

(Translation by Marina Madeddu)

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