La voce degli angeli (VII parte) / Angels’ Voices (Part seven) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

Ottobre: mese di iniziative, di rinnovate energie e di rinnovati entusiasmi. La stagione tende al fresco ed invita all’opera. L’estate ha segnato anche per le attività della Cappella Pontificia una stasi, inevitabile, ma ora tutti e per primi i maestri anelano a riprendere il cammino. Si fanno progetti, si preparano nuovi programmi da aggiungere a quelli consueti.

E’ necessario infatti un concreto programma di lavoro. La routine ordinari non basta, anzi direi, non serve. Un complesso musicale qualificato qual é la Cappella Pontificia necessita anche di una viva attività accademica che gli permetta di rafforzarsi e progredire nella difficile, sottile arte del canto, quel “Canto” con la maiuscola che i vecchi maestri cantori crearono, praticarono, con tutta la loro passione, perfezionarono con ogni cura; quell’arte e quella tecnica che sono il presupposto per l’esecuzione delle pagine che essi scrissero a chiarificazione e meditazione dei Sacri Testi.

Gli antichi maestri cantori, in secoli di esercizio ed esperienze, di pratica dell’arte entro le anguste cantorie appollaiate tra gli archi e i pilastri delle basiliche e delle cattedrali, venerandi luoghi in cui quasi materialmente si viveva la presenza di Dio, hanno creato vocabolario, grammatica e sintassi di un linguaggio sublime oggi purtroppo quasi in disuso.

Ma la Cappella Pontificia deve ancora parlare questo eccelso linguaggio, e allora occorre studiarne quotidianamente e con rinnovata lena, vocabolario, grammatica e sintassi.

Non é poco lavoro, né piccola responsabilità. Perciò, ho detto, al fine di tenere deste le forze musicali del complesso dei “Cantori Pontifici”, dandogli la possibilità di far riudire nella Casa di Dio la sua voce non contaminata, é pur necessaria un’attività accademica. Ogni anno occorre puntare lo sguardo su di un particolare settore quasi direi, prepararsi un programma di studio. Le circostanze suggeriranno il campo da scegliere, comunque é l’ottobre il momento del fervore della programmazione.

Un anno sarà la vota degli Offertori palestriniani, una scelta delle pagine più significative di un’opera magistrale; un altro si tratterà di una Messa monumentale, poi l’attenzione sarà rivolta al celebre “Canticum Canticorum”, punto d’arrivo della personalità del Palestrina; l’anno scorso lo studio riguardò l’estrosa personalità di Orlando di Lasso… sono nati così il microsolco degli “Offertoria”, quello della quasi dimenticata “Missa Ut Re Mi Fa Sol La” (ascolta n. 1), e ultimamente all’Istituzione dei Concerti di S. Cecilia, il concerto dedicato a Orlando di Lasso, ultimo in ordine di tempo di una serie di concerti che la Cappella Sistina ha eseguito in questi ultimi anni su invito della Accademia, a illustrazione e godimento della grande arte polifonica della tradizione romana.

E allora all’opera: prove!

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

N. 1 – Missa Ut Re Mi Fa Sol La by Giovanni Pierluigi da Palestrina, recorded by the Sistine Chapel Choir, conductor Domenico Bartolucci / inciso dalla Cappella Musicale Pontificia, diretta da Domenico Bartolucci

October: month of efforts, of new energies and entusiasms. The season is temperate and invites to the action. On summer the activities of the Chapel Choir stopped inevitably, but now all, first of all the teachers, are ready to continue their work. We make plans, we prepare new programs besides the old ones.

It is necessary indeed to have a concrete work plan. The everyday routine is not enough, rather I say, it is not useful. A qualified music group such as the Sistine Chapel Choir needs also an intense academic activity to improve and to become stronger in the difficult, keen art of singing, that “Singing” with capital S that the old singers created, practiced with all their passion, refined with care; that art and technique, which are the requirement for the performance of pages, written by them to explain and meditate on the Sacred Scriptures.

The old Masters-Singers, in centuries of exercise and experience, of practice of the art in the small choir lofts among arches and pillars in basilicas and cathedrals, old places where they could experience the presence of God almost tangibly, created vocabulary, grammar and syntax of a sublime language, which unfortunately today is almost disused.

But the Sistine Chapel Choir must still speak this outstanding language, that is why it is important to study hard its vocabulary, grammar and syntax every day.

It is neither an easy job, nor a small responsibility.

That is why, I said, it is necessary an academical activity to keep strong the music powers of the “Papal Choir”, giving it the possibility to let resound in the House of God His pure voice. Every year we have to concentrate our work on a particular sector, I woud say, to prepare a study plan. The conditions will suggest the choices, however October is the moment of the planning’s fervour.

One year it could be the “Offertoria” by Palestrina, a choice among the most meaningful pages of a masterpiece; another year it could be a monumental Mass, then our attention could be for the famous “Canticum Canticorum”, arrival point of Palestrina’s personality; last year we studied the brilliant personality of Orlande de Lassus… So we recorded the “Offertoria”, the almost forgotten “Missa Ut Re Mi Fa Sol La” (listen n. 1), and we performed recently a concert dedicated to Orlande de Lassus in the National Academy of St. Cecilia (1), which was the last one of a concerts’ serie performed by the Sistine Chapel Choir, based on an invitation by the Accademia, to present and to enjoy the great polyphonic art of Roman tradition.

And so let us work: rehearsals!

1) T. N.: The Accademia Nazionale di Santa Cecilia is one of the oldest musical institutions in the world, founded in Rome in 1585.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967) – (Translation by Marina Madeddu)

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