Gesù é il vero modello dell’opera d’arte / Jesus is the true Masterwork (ita-eng) – Prof Rodolfo Papa

2XB_5008-e1328205655706L’arte cristiana nasce naturalmente dal cristianesimo, é il pieno concretizzarsi di un sistema artistico che si nutre della fede, é un sistema che cerca costantemente di conformarsi a quanto Gesù Cristo rivela ed insegna. Gesù é il vero modello dell’opera d’arte; egli ne é intimamente il fondamento come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 476: “Poiché il Verbo si é fatto carne assumendo una vera umanità, il corpo di Cristo era delimitato. Perciò l’aspetto umano di Cristo può essere “dipinto”. Nel settimo Concilio Ecumenico la Chiesa ha riconosciuto legittimo che venga raffigurato mediante venerande e sante immagini”.

L’arte cristiana é, quindi, originariamente figurativa, ed é impossibile che perda questo carattere identitario se non a rischio di smarrire se stessa e di non essere più in grado di dire Cristo. C’é un altro aspetto che va adeguatamente messo in evidenza. Infatti, come ancora leggiamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 1159: “è stata l’Incarnazione del Figli di Dio ad inaugurare una nuova economia delle immagini!; il Catechismo cita al proposito San Giovanni Damasceno: “un tempo Dio, non avendo né corpo, né figura, non poteva in alcun modo essere rappresentato da una immagine. Ma ora che si é fatto vedere nella carne e che ha vissuto con gli uomini, posso fare una immagine di ciò che ho visto di Dio”. Dio si é mostrato visibile nel Figlio e quindi ci permette di conoscerlo visivamente tanto da poterlo ritrarre. Gli uomini che hanno incontrato Gesù e lo hanno conosciuto, spontaneamente desiderano conservarne il ritratto. Il cuore spirituale dell’arte cristiana muove intimamente dall’esigenza contemplativa di relazionarsi con il volto dell’Amato.

Approfondendo il significato delle motivazioni teologiche e spirituali della intima necessità figurativa dell’arte cristiana, il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1160 ancora afferma: “L’iconografia cristiana trascrive attraverso l’immagine il messaggio evangelico che la Sacra Scrittura trasmette attraverso al parola. Immagine e parola si illuminano a vicenda.” Dunque la pittura di immagini non solo é possibile perché nella persona di Cristo, Dio si é reso visibile e il suo corpo é divenuto misura e modello dell’azione artistica, ma in più viene affermato che la stessa pittura, traducendo in immagine le parole evangeliche, é capace di illuminarle.

Chiarita l’intima esigenza figurativa dell’arte cristiana, possiamo adesso interrogarci su quale tipo di figuratività possa costituire l’abito su misura per l’arte cristiana. La conoscenza del carattere peculiare del realismo figurativo esigito dal cristianesimo, fornisce i criteri valutativi per individuare la strada da percorrere per uscire dalla crisi che dalla metà del secolo scorso ha colpito l’arte sacra.


Christian art comes naturally from Christianity, it is the fulfillment of an artistic system which feeds itself with faith, it is a system which constantly searches to conform to what Jesus Christ reveals and teaches. Jesus is the true masterwork; He is deeply its basis as remembered by the Catechism of the Catholic Church in n. 476: “Since the Word became flesh in assuming a true humanity, Christ’s body was finite. Therefore the human face of Jesus can be portrayed; at the seventh ecumenical council (Nicaea II in 787) the Church recognized its representation in holy images to be legitimate.”

So Christian art is originally figurative, and it is impossible to loose this characteristic for it unless it looses itself and can no more longer express Christ. There is also another aspect that we must consider. Indeed, as we read again in the Catechism of the Catholic Church in n. 1159: “The incarnation of the Son of God has ushered in a new “economy” of images”; concerning this the Catechism quotes St. John Damascene: “Previously God, who has neither a body nor a face, absolutely could not be represented by an image. But now that he has made himself visible in the flesh and has lived with men, I can make an image of what I have seen of God.” God made Himself visible in His Son and so He allows us to see Him so that we can portray Him. The men, who met and knew Jesus, spontaneously wish to treasure His portrait. The spiritual heart of the Christian heart starts intimately from the contemplative need to have a relationship with the face of the Beloved.

Analyzing the meaning of theological and spiritual reasons of the intimate figurative need of Christian art, the Catechism of the Catholic Church in n. 1160 says again: “Christian iconography expresses in images the same Gospel message that Scripture communicates by words. Image and word illuminate each other.” So the painting of images is not only possible, because the person of Christ, God made Himself visible and His body became a measure and model of the artistic action, but it is also said that painting, and translating the Gospel’s words into images, can explain them.

When explained the intimate figurative need of Christian art, we can ask ourselves now what type of figurative can be the custom-cut cloth for Christian art. The knowledge of the peculiar character of figurative realism necessary for Christianity, gives the value criteria to find the way to go out of crisis, in which sacred art is has been for half of the last century.

(Translation by Marina Madeddu)

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